...è una finestra sul mondo, da dove guardarlo da una prospettiva diversa (o uguale?) a quella degli altri.
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Parole, immagini e suoniviaggiano all'unisono, nel mondo e in questo blog, dove ogni post è un piccolo appunto di viaggio. Alcuni commentano un'evento, molti fotografano un attimo attraverso un'idea, uno scatto, una canzone, uniti per sempre, per creare una suggestione. Le notizie di cronaca, come recita il titolo, sono un pretesto... I fatti passano, le emozioni restano. C.
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...chissà
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Gli anni sono una manciata di sabbia che trattieni nel palmo, per poi spargerla nel mondo in faccia a chi pensa che possano toglierti qualcosa.
Gli anni danno, non tolgono. La vita riempie, non svuota mai.
E a tutti, prima o poi, tocca il miracolo di vivere un attimo che vale tutta l'esistenza.
Quella che poi vivi in attesa di altri attimi come quello.
Che se vengono sono lì. E se non arrivano te li aspetti. Tanto tornano.
Basta solo non dimenticarli.
Le cose che ti scuotono dentro sono sempre le stesse. ll tempo passa, ma l'idea che cambino è un'illusione. Non cambia mai.
L'esistenza scorre su un binario superiore, mentre vita e morte ti passano sotto. E l'amore resta sopra, come una coperta, come una scia luminosa che ti illumina la strada, come l'unica fonte di gioia, eterna, intoccabile, che ti è concesso di ottenere a tratti. Se sei bravo riesci ad afferrarlo diverse volte, anche se spesso ti scivola tra le mani. Anche se spesso lo guardi da lontano come un miraggio. Anche se spesso lo rimpiangi come non potesse essere goduto mai più.
Ma tu sei sopra. Tu guardi l'orizzonte e non lo perdi di vista.
Oggi ho ripreso contatto con il mondo.
Un'ora davanti al mare, un cielo terso e un'acqua limpida da far commuovere.
Solo una camicia addosso e il sole sulla pelle, negli occhi gente serena, bambini, cani che si muovono senza fretta.
Tepore, suoni lievi, tanta luce e aria piena di aria.
Un tocco leggero al marmo e alla pietra che mi separano da quel che resta di mio padre e di un giovane amico che non abbraccio più da più di vent'anni e via, verso una distesa di blu che mi riconcilia con la vita. E poi si torna a casa.
Con la voglia di uscirne e venire da te, oppure andare altrove, ma vivere. Solo questo.
Vivere.
Mi manchi.
Sotto e sulla pelle, in fondo e davanti agli occhi, dentro gli orecchi e nel suono del mondo.
Mi manchi così tanto.
E quello che resta è solo vuoto.
Nella vita ho sempre seguito il cuore. Non che la testa non funzionasse, ma ascoltavo sempre lui per primo.
Tutto sommato, m'ha sempre detto bene.
Fino ad un certo punto, in cui ho cominciato a comportarmi da adulta.
Forse lo sono diventata, ma non so se m'è convenuto granché.
A questo punto ho due possibilità: fare marcia indietro e tornare a fare apparenti scemenze, accettando ancora di prendere in faccia quello che porta il vento, oppure continuare sulla strada della razionalità.
Sceglierei la seconda, se non fossi così triste nel farlo.
Potrei vivere a metà strada, ma non mi viene.
Potrei tentare di stare in bilico, come fanno gli equilibristi di mezzo mondo.
Chi l'ha detto che crescendo s'impara? Adesso basta sangue...
E'
quasi il tramonto, sono sulla mia terrazza, le gambe rannicchiate sulla
sdraio a sorseggiare tè freddo ed assaporare un vento che finalmente dà
speranza ad una giornata rovente di città. M. si gira, sorride, e mi mette delicatamente la cuffia in testa
mentre mi dice "voglio farti sentire una cosa". Come ha fatto altre
mille volte, in mille anni. Ma stavolta mi passa l'i-phone con
un'espressione che significa "ti stupirai" e si allontana... Non mi
aspetto nulla, ma apro le orecchie e chiudo gli occhi.
Poi sento la tua voce, ed già è un sollievo, e comincio ad ascoltare. E
man mano che le note si susseguono la tua voce vola col vento, il cuore
si riempie di cose mancanti e le lacrime cominciano a bagnarmi le
guance. S. mi vede, mi dà un bacio, ed io continuo a volare con i miei
pensieri, le tue immagini, i miei dolori.
La canzone finisce presto. Tampono le lacrime, la riascolto. Poi
M. si riaffaccia sulla terrazza, si inginocchia davanti a me con
lo stesso sorriso, mi guarda fisso. Io gli dico "E' bellissima". Lui mi
prende il viso tra le mani, mi dice: "Lo vedi che sei ancora viva".
Ventidue e trentacinque.
La pillola non l'ho presa ancora, ma il cuore è tranquillo, batte nel verso giusto, il verso che porta a te.
Non conosco la meta del mio viaggio, ma è così bello viaggiare che non vorrei mai fermarmi, e infatti non hanno mai tregua le mie dita sulla tastiera, che scrivono e pensano, pensano e viaggiano, da te a me, da me a tutto quello che c'è fuori da me, vicino e lontano, soprattutto lontano, quello che non riesco a raggiungere, nemmeno con l'immaginazione, quello che fa rima con la musica che sentono le mie orecchie, fa rima con i sorrisi, le lacrime, la leggerezza, l'acqua e l'aria fresca sul viso.
Più tempo passa nei miei occhi e più è grande la voglia di respirarla e di assaggiarla tutta questa vita, di non lasciarne neanche un momento al caso.
Ma neanche uno di quei momenti, passati, presenti e che verranno, è senza note.
Tutto è musica nella testa, nel cuore e nelle mani. Per questo temo la morte. Il silenzio non fa per me.
Suona sempre amore mio, suona per me, anche quando penserai che non ti ascolterò.
Suona sempre, non fermarti mai. Suona suona suona...
Se crediamo che sia il destino a mettersi di traverso per evitare di farci incontrare, allora potremo dire che non ci riusciremo neanche stavolta.
Promettimi che non sarà così.
Con il sole o con la pioggia, per molto o per pochissimo tempo. In auto, in treno o a piedi. Qui o là.
Basta che finisca questo tempo, quest'attesa, che comunque amo perché ci ha fatto conoscere come non mai, come forse non avremmo mai fatto se avessimo continuato a vederci.
Te lo dico convinta, e forte del fatto che so che lo vuoi anche tu. E anche perché so che il sesso c'entra poco o niente. Ce lo chiede la testa.
Poi sarà... meglio, o peggio forse. Lo scopriremo solo col tempo.
Ma t'avrò visto.
T'avrò abbracciato.
Avrò sentito la tua voce, le tue pause, le tue risate.
Di nuovo. Da nuovi.
Il cuore ha bisogno di pace. Ed io ho sempre fatto quello che voleva.
Lo devo a me stessa.
Lo devo a te.
Lo devo anche a chi amo, e mi ama perché sono così.
Vera.
Non conoscerò mai la mia sosia, quella dell'aeroporto di Venezia, che dicevi che era "proprio uguale, gambe a parte...". Invece il tuo, di sosia, io lo conosco, e ce l'ho spesso davanti agli occhi. E parla con me coi tuoi occhi sorridenti e le tue labbra. Ho i brividi, ogni volta, anche dopo vent'anni, anche perché lui sta invecchiando, tu no.
Vorrei tanto abbracciarti. Where are you? "I'm flying"
Sure...
Bene. Bene così.
Le forti sensazioni dell'inverno
ci portano ricordi silenziosi
il freddo che gelava anche il respiro
gli sguardi diventavano preziosi
gli occhi tuoi cercavano un abbraccio e un pò di solitudine sfumava Bene così Bene così Coprimi di sogni e di coraggio
portami via da qui
tu capisci bene il mio linguaggio lascia che sia così
che tanto sei la cosa più importante per me Adesso, ho imparato anche a sognare
la fantasia non mi interessa più
vivo di banali concretezze appese ad un filo di malinconia
frutto di un amore quotidiano
aiuta a dare un freno alla pazzia
dei giorni dati in pasto alla rabbia
quando rischiavo non fossi più mia Coprimi di sogni e di coraggio
portami via da qui
tu capisci bene il mio linguaggio lascia che sia così
che tanto sei la cosa più importante per me Secoli per dirci una parola
adesso invece c'è una cosa sola
che è frutto di un istinto naturale
perché ci porta via e ci fa volare
e allora
Coprimi di sogni e di coraggio
fallo per me
con te sono come in ostaggio ma lascia che sia così
che tanto sei la cosa più importante per me
Perché nessuno ci crede? Perché non è possibile, per qualcuno, credere che si possa scegliere di non volere?
Ci siamo baciati una sola volta, e subito dopo abbiamo riso, ne abbiamo riso così forte da far tremare tutto il mondo di quelli che credono di sapere tutto, che sanno, che invidiano, che insinuano e che sono bravi a trarre conclusioni. Tutti quelli che non credono che il mondo sia fatto di esigenze diverse, che non hanno a che fare con la carne, o almeno, ne hanno a che fare in maniera marginale, solo perché ti hanno insegnato che un uomo e una donna si attraggono, e anche tu, infarcito di luoghi comuni, confondi l'attrazione fisica per un altro tipo di urgenza.
Ma capita, per fortuna, di farle certe esperienze, e solo quando ti ci scontri capisci che quello di cui parlano gli altri non c'entra affatto con quello che stai vivendo tu.
Sono fortunata, non c'è che dire. Sono riuscita a godere di rapporti così, e non solo con te. Rapporti che mettono paura ai non educati sentimentalmente, a chi non riesce a sentire, perché fanno impallidire il più grande degli amori, che pure finirà, come è finito tutto il resto, come finirà anche quello che sto vivendo.
Nascere di sesso diverso è solo un'opportunità in più. Che io non voglio smettere di cogliere, perché la vita è prendere e dare, e niente altro. Ed è quello che voglio più di tutto. E non solo da un figlio, da un padre, da un marito. Non mi basta. Voglio quello che mi apre il cuore e la mente, voglio quello che mi fa ridere e che mi fa piangere, voglio tutto se posso averlo senza pretenderlo e senza comportarmi male.
Lo so cos'è il male. E non è questo.
Continua a ridere degli altri, amico mio, anche se ci hanno insegnato che non si fa. Continua a non dubitare di te stesso, anche se ci hanno detto che sarebbe sempre meglio farlo. Continua a credere di essere il migliore, perchè lo sei, perché ognuno, a modo suo, lo è.
Quando ci ritroveremo, riderò forte anche io, con te. Nel frattempo, lo farò da sola, quando nessuno capirà...
Non riesco a non pensare a quanto sia incredibile la vita,
al fatto che esista qualcosa di incomprensibile che ti fa decidere in un
battito di ciglia che quello che stai guardando, che l’essere che è lì, davanti
a te, lo conosci eccome, l’hai sempre conosciuto, senza il bisogno di fare la
sua conoscenza.
E non importa se poi lui c’è o non c’è più. Se lo vedi o non
lo vedi. Tanto lo senti.
Va bene anche non volerlo. Va bene tutto.
Importa che tu abbia avuto modo di sapere che c’era. Che
c’è. E pure che forse non ci sarà.
Qualunque sia il destino a cui siamo legati, il fatto che
quella cosa sia accaduta, che quell’incontro di anime ci sia stato, è lì come
un faro nella notte, che fa strada quando è buio nel mondo e illumina ancora di
più quando è più buio nel mondo di dentro.
Non è un appoggio, non ti sostiene, non ti risolve i
problemi, non ti porta per mano. Ma quando resti ad occhi chiusi con te stesso,
la sua essenza ti rassicura e non ti fa sentire mai sola. Non ti fa avere paura
di quello che sarà.
Perché hai l’assoluta certezza che se esiste ciò che non
esiste, niente di quello che non conosci può farti così paura.
Magari dopo, più in là e oltre, ci sarà una dimensione dove
l’impossibile è reale, dove chi ha avuto più paura potrà godere la pace della tranquillità
e dell’amore incondizionato. Là dove niente è peccato, niente proibito, dove non c’è
menzogna né ricatto, dove il coraggio non è una dote, dove dare è normale come
ricevere.
Scende qualche lacrima che si asciuga da sola all’idea che
potrebbe essere così anche qui, anche ora. Ma no, qui non è così.
Tutti giù per terra. Il girotondo è finito.
E allora mi riempio gli orecchi di musica fino a farla
traboccare, mi riempio la testa di note e di parole, di vibrazioni che mi fanno
sentire viva...
Entrerò nei tuoi pensieri di una notte che non dormi e sentirai freddo dentro. Entrerò dentro ad un sogno, quando è già mattino, e per quel giorno tu mi porterai con te.
La strada non è mai illuminata come dovrebbe, ma qualcuno ha il privilegio di darle una sbirciatina in anticipo.
La mia indossava una giacca canna da zucchero e non avrei mai pensato che l'avrei percorsa per tutta la vita.
Senza mai prendere fiato.
Perché non importa se il video è pessimo
Perché da quella sera niente è stato più lo stesso
Perché dalle sue note ho capito cosa non avrei mai più cercato
Perché in quella notte ho sentito dentro di me il suono di chi volevo